Il taser è uno strumento che la polizia locale può avere in dotazione, così come le pistole. Le linee guida nazionali stabiliscono che le pistole elettriche (taser) possano essere usate solo previa specifica formazione e che l’uso debba essere proporzionato alla minaccia. Il Consiglio Comunale, nella seduta di questo mese, ha dato in uso questo strumento alla polizia locale rovatese. La triste considerazione che ritengo esserci alla base è che se c’è bisogno di dare alla polizia locale armi, significa che la potenza delle minacce è aumentata a tal punto che la risposta adeguata non possa che richiedere in certe situazioni l’uso del taser.
La vera questione è quindi che il nostro territorio ha seri problemi di sicurezza. La politica non sta dando una risposta adeguata a tale problematica, e il continuo aumento del senso d’insicurezza locale ha portato la maggioranza rovatese a equipaggiare la polizia locale con questa nuova arma. Speriamo che non sarà mai necessario usarla, ma è chiaro che, se viene consegnata, l’ipotesi concreta sussiste. Questo rappresenta l’ennesimo simbolo di una politica incapace di migliorare la nostra società, costretta ad adottare misure estreme per prevenire il peggio: ovvero l’ipotesi di soggetti fuori controllo talmente pericolosi da costringere gli agenti di polizia locale a usare armi per gestire la situazione. Armi che gli studi medici ritengono capaci di causare la morte se usate su soggetti con disturbi cardiaci.
Valentina Remonato
Consigliere per la Coalizione Rovato 2020, Rovato Vale, La Civica